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Prima del sec. XI
la chiesa più importante della città era quella di S. Renato, situata fuori
dalle mura (nei pressi dell'attuale cimitero, dove ancora se ne osservano le
parti superstiti) e annessa ad un'abbazia. Nel 1821, caduto in abbandono quel
complesso di edifici per l'abolizione degli ordini religiosi, le reliquie
vennero trasportate nell'odierna Cattedrale.
Dedicato
ai SS Filippo e Giacomo, il duomo di Sorrento fu
sottoposto a notevoli rifacimenti nel XV secolo e
poi rimaneggiato più volte nel corso dei secoli successivi. La
facciata si presenta attualmente nelle forme acquisite con il
restauro del 1924; di grande interesse il portale laterale,
che risale al 1479, e reca sull'architrave lo stemma
aragonese e quelli di papa Sisto IV e dell'arcivescovo Giacomo De Angelis. L'interno, a croce latina e a tre navate, ornato nei
soffitti di pregevoli tele barocche, custodisce diverse opere d'arte.
Nella prima cappella si può ammirare un piccolo dossale marmoreo
col "Redentore" del 1522 inquadrato da
"Santi" e da un'"Annunciazione"
del XIV-XV secolo; alla parete sinistra "San
Cristoforo". Nella navata centrale "I martiri
sorrentini Quinto, Marco, Quartilla e Quintilla" e due
tele coi quattro "Vescovi patroni" di Nicola e
Oronzo Malinconico (1685). Sul soffitto l'"Assunzione",
"SS.Filippo e Giacomo", di Giacomo del Po. In
fondo il "trono arcivescovile" del 1573 e
di fronte un pulpito marmoreo del 1573, sotto
il quale è una "Madonna col bambino con i SS Giovanni
Battista ed Evangelista", di Silvestro Buono, un coro in
legno intarsiato dei primi del '900 e una frammentaria
lastra marmorea del X secolo, con la raffigurazione di una
leonessa, riutilizzata, alcuni secoli dopo, come lastra tombale. Di grande
interesse il campanile, che poggia su un basamento in cui sono riutilizzate
colonne antiche, mentre il raffinato orologio in ceramica è di fattura locale.
Nel
transetto trova posto, il "Presepio". La facciata principale
della Chiesa ha tre aperture: quella centrale, al di sopra della
quale è rappresentato un affresco con l'immagine della Madonna
Assunta, è affiancata da due grandi colonne di marmo rosa
provenienti da templi pagani. Nelle lunette delle porte laterali
sono raffigurati Gli Apostoli Filippo e Giacomo il minore.
Nel 1904 un violento ciclone distrusse la parte superiore della
facciata che fu poi ricostruita ed abbellita nei primi decenni
del secolo. All'interno l'ingresso principale è stato arricchito
con un tamburo, impreziosito da scene della storia della chiesa
locale. Nella cantorìa che sovrasta il tamburo, domina il
monumentale organo donato nel 1897 dall'Arcivescovo Giustiniani.
In fondo alla navata centrale spiccano sulla sinistra la cattedra
vescovile e, di fronte, il pulpito [ 1573]. Il pulpito, sorretto
da eleganti colonne, è costituito da pannelli di marmo con al
centro un bassorilievo del Battesimo di Cristo ed, ai lati, lo
stemma dei nobili sorrentini Ammone. Più significativi da un punto di vista
storico-artistico sono infine i plutei, gli amboni ed i bassorilievi conservati
al Museo Correale di Sorrento, al Museo Barocco di Roma e al Metropolitan Museum
di New York, testimonianza della importanza della diocesi sorrentina nel
Medioevo.
Nel 1936, nell'ambito di un
progetto di ristrutturazione, tutte le tele che decorano la volta
furono restaurate. L'area presbiterale deve l'attuale
sistemazione alla stessa occasione. L'altare settecentesco fu
smembrato e spostato dal fondo dell'abside al centro del
transetto. In luogo dell'altare fu sistemato il coro in legno
noce del Caucaso intagliato e con formelle ad intarsio
raffiguranti Gli Apostoli, I quattro Santi sorrentini ed il
protettore Sant'Antonino, cui si sono aggiunti più recentemente: le 14
stazioni intarsiate della Via Crucis opera di Giovanni Paturzo; il leggio opera
di Giuseppe Centro e Mario d'Alesio ed infine i tamburi della porta d'entrata
opera di Giuseppe Rocco su disegno di Vincenzo Stinga.
L'ingresso della sagrestia, eretta
nel 1608, è adornato da un portale in marmo bianco con colonne,
sul quale, è posta una scultura rinascimentale della Madonna
col Bambino. All'interno della stessa si conservano i
ritratti degli arcivescovi succedutisi negli ultimi duecento anni.
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