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 La Villa di PollioI monti che costituiscono la dorsale della penisola erano chiamati dagli antichi Monti Sireniani e dai romani Monti Lattari (nome che ancora oggi conservano) con un esplicito riferimento alla produzione di latte e formaggio, come nell’altro nome documentato: Taurobulae ‘che nutrono tori’. La pregiata carne dei vitelli della penisola, e in particolare di Massa, è decantata anche in vari scritti cinquecenteschi.
Il mare era molto pescoso e a Roma si consigliava di comprare lo helops (= pesce spada o storione) a Sorrento.

Decantati nelle fonti antiche sono i colli sorrentini ricchi di vigneti su pergolati che producevano il famoso Surrentinum esportato in molti porti del Mediterraneo. Controversa era la sua qualità: aspro e forte; passito; poco digeribile; consigliato ai convalescenti per la sua delicatezza, ma con conseguenze letali per il convalescente che ne abusava; raffrenava i catarri delle viscere e dello stomaco e non ‘andava alla testa’; rivaleggia con il Falernum, perché sopportava l'invecchiamento e giungeva a maturazione dopo 20/25 anni e allora diventava digeribile. Secondo l'Imperatore Tiberio (che lo definiva nobile acetum) i medici si erano messi d'accordo per nobilitare il vino sorrentino, ma probabilmente egli non aveva avuto la pazienza di attenderne la maturazione. Questo vino migliorava le sue qualità se conservato nelle anfore sorrentine di cui è attestata una vasta produzione, e la cui argilla era decantata come 'terra odorosa'. Come le anfore per conservarlo, erano anche famosi i calici fittili sorrentini, nei quali Marziale consigliava di berlo.
Molto decantata è anche la bellezza del paesaggio e del clima dolce e salubre sotto la carezza dello Zefiro.

 

 

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