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Sorrento - Chiostro di San Francesco

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informazioni

Nella Piazza F. Saverio Gargiulo si può ammirare, a picco sul mare, il Complesso Conventuale di S. Francesco d'Assisi che comprende il Monastero, la Chiesa e la Villa Comunale.
Il Monastero deve il suo aspetto attuale ai continui rifacimenti che si susseguirono dal '700 in poi. Da recenti studi si evince che il complesso fu fondato nell'VII secolo circa, sotto il pontificato di Gregorio II e che, in origine, l'antico oratorio dedicato a S. Martino fu edificato al di fuori della cerchia urbana. Qui fu istituito un cenobio femminile benedettino, ma a causa della sua ubicazione in un luogo troppo esposto agli attacchi dei Saraceni, le monache furono trasferite nel complesso intra-moenia (tutt'ora accanto alla Villa Comunale).
Nel sec. XIV circa l'edificio fu ceduto ai Frati Francescani Conventuali che attuarono una serie di interventi di ristrutturazione, in occasione dei quali venne creata la biblioteca.
Il terremoto del 1688 danneggiò gravemente il fabbricato ed i lavori di restauro durarono dal 1690 al 1727. Dopo l'unità d'Italia, con la soppressione degli ordini religiosi, il Comune di Sorrento pensò di destinare i locali del Convento a varie funzioni. Attualmente alcuni ambienti sono adibiti ad attività religiose, ed altri ad uso del Comune.

Chiostro Il Chiostro, suggestivo scenario di concerti musicali e mostre d'arte, è a pianta rettangolare ed è delimitata da colonne ed archi di tufo, formanti leggere bifore con lunetta; esso, come il resto del Complesso, presenta una stratificazione di stili dovuta ai restauri delle varie epoche. Un primo intervento di restauro - che ha alterato anche la struttura trecentesca del primo ordine del campanile - si verificò nella metà del secolo XV, interessando le ali settentrionale ed occidentale del chiostro, conferendogli l'aspetto attuale. Le ogive trecentesche (conservate nelle altre due ali), furono sostituite con archi a tutto sesto, sostenuti dai preesistenti pilastri ottagonali con capitelli che riprendevano la precedente decorazione a motivi vegetali. Tali arcate rivelano l'adesione al nuovo gusto rinascimentale, che coesiste con le forme tardo-gotiche. L'intervento fu promosso dal padre guardiano Giovanni Cerconi, come si legge su un'epigrafe che corona il primo capitello a destra del chiostro. Esso fu eseguito durante l'episcopato di Domizio Falangola, tra il 1453 ed il 1470, ed il vescovo fece scolpire il proprio stemma, un leone rampante, sullo stesso capitello. Molto probabilmente il restauro fu finanziato, in parte, dalla nobile famiglia sorrentina dei Sersale, come testimonia lo stemma su tutti i capitelli del lato settentrionale. Particolare degli archiI capitelli dell'ala orientale e di quella meridionale, risalenti al primo restauro francescano, pur mostrando un impianto romanico, presentano una ricca decorazione con motivi vegetali a fogliami e volute che richiamano i modelli ornamentali bizantini. Dopo il terremoto del 1688 il chiostro fu rinforzato da possenti murature ed i portici originari occultati da grossi archi. I lavori eseguiti all'inizio del '900, portarono al ripristino delle forme originarie.
Il refettorio, situato accanto al chiostro, conserva la struttura del '300.

Il Chiostro di S. Francesco si presta oggi come suggestivo scenario di concerti musicali e mostre d'arte.

Sul piazzale antistante la chiesa nel 1922 è stata collocata una statua in bronzo raffigurante San Francesco, eseguita dallo scultore Alfiero Nena che ha voluto celebrare la grandezza del Santo d'Assisi.
Accanto al convento è situata la chiesa di S. Francesco.

 

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